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Processo potrebbe compromettere il decreto Tajani

Processo potrebbe compromettere il decreto Tajani
È stata pubblicata mercoledì (17) sulla Gazzetta Ufficiale la sentenza del Tribunale di Torino che rinvia alla Corte costituzionale la questione sulla validità del cosiddetto decreto Tajani, norma che ha modificato le regole per il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis).

La pubblicazione segna ufficialmente l'inizio del processo che potrebbe ribaltare il decreto e anche il termine di 20 giorni entro cui gli avvocati degli attori e l'Avvocatura dello Stato dovranno presentare le loro memorie costituzionali, ovvero le difese scritte sulla questione sollevata.
Secondo le stime degli enti coinvolti nel processo, l'udienza finale presso la Corte dovrebbe svolgersi tra la fine di gennaio e marzo 2026.

La sentenza è stata emessa a fine luglio, dopo che il giudice Fabrizio Alessandria, del Tribunale di Torino, ha accolto le argomentazioni presentate da due associazioni legali: AGIS (Associazione Giuristi Iure Sanguinis) e AUCI (Avvocati Uniti per la Cittadinanza Italiana).

Il caso analizzato riguarda il processo di otto richiedenti venezuelani, discendenti di italiani, che hanno presentato la domanda di cittadinanza dopo l'entrata in vigore della nuova legislazione.

Con la pubblicazione ufficiale, il processo segue la procedura costituzionale e potrebbe avere conseguenze rilevanti per tutte le domande di cittadinanza presentate dopo il 28 marzo 2025, oltre a influenzare le decisioni future.

I prossimi passi

1. Difese scritte:
le parti hanno fino a 20 giorni per presentare le proprie difese al Tribunale. Entro tale termine possono intervenire anche terzi legalmente autorizzati, come associazioni o enti pubblici portatori di interesse giuridico.

2. Nomina del relatore:
un giudice della Corte sarà nominato relatore del caso. Egli redigerà una relazione contenente i fatti, le argomentazioni e le motivazioni di diritto, che sarà letta all'inizio dell'udienza pubblica.

3. Udienza pubblica
Nell'udienza pubblica, gli avvocati delle parti presentano oralmente le loro argomentazioni. Partecipa anche l'Avvocatura dello Stato, che rappresenta ufficialmente il Governo italiano. Il relatore presenta la sua opinione e gli altri giudici possono intervenire con domande.

4. Memorie conclusive e replica.
Prima dell'udienza, è previsto un termine per la presentazione di memorie conclusive o repliche alle argomentazioni presentate dalla controparte o dallo Stato. Tale termine è solitamente fissato a cinque giorni prima dell'udienza.

5. Deliberazione e decisione.
Conclusa l'udienza, la Corte si riunisce in camera di consiglio per deliberare. La decisione sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e avrà effetto erga omnes , vale a dire si applicherà a tutti i casi analoghi.